Wonder Woman [recensione]


Se avete i peli sotto le ascelle sicuramente conoscerete il telefilm di Wonder Woman, uscito a metà degli anni settanta, ma che poi ha spopolato anche in seguito grazie a repliche su repliche trasmesse in tv e che hanno cresciuto più di una generazione. 
Lynda Carter è diventata così iconica che quando uno pensa a Wonder Women pensa immediatamente ai suoi mutandoni a azzurri e i suoi occhi di ghiaccio e al suo vitino stretto che Violet Chachki vatti a nascondere e immagino Gal Gadot festeggiare di gioia per la notizia di esser stata scelta come nuova Wonder Woman moderna, ma poi immagino anche la sua preoccupazione per il paragone che tutti avremmo fatto con l'amatissima e intoccabile Lynda e secondo me dopo il primo brindisi si è anche lasciata andare ad un sincero: "Mo' però so' cazzi per culo...!".
Ecco, fisicamente parlando la sfida è ampiamente vinta, dato che Gal è una gnocca stratosferica e non poteva essere altrimenti visto che è un'ex Miss Universo, un'ex karateka (cintura nera) e anche un'ex soldato dell'esercito israeliano e praticamente le mancano solo gli occhi color ghiaccio di Lynda per essere perfetta, ma direi anche che possiamo non essere troppo pignoli.
Dal punto di vista cinematografico anche la sfida è vinta, poiché il film regge piuttosto bene per oltre due ore e la scelta di affidare il progetto ad una che anni prima si era cimentata con il film Monster, dove aveva trasformato il personaggio di un'assassina in una specie di eroina, è stata probabilmente una scelta azzeccata.
La parte iniziale della pellicola, con le amazzoni sull'isola paradisiaca è epico ed interessante. Molto divertente la parte di Diana che arriva nel mondo degli umani e fa sorridere la scena di lei che vede il primo uomo e, nonostante Gal sia un'attrice ancora piuttosto acerba, è stata bravissima a trasmettere quella voglia di ceppa che avrebbe sommerso anche tutti quanti noi, se avessimo visto un maschio dopo un'intera vita vissuta su di un'isola di sole donne. Decisamente avvincente invece il momento in cui ci spostiamo tra le trincee della guerra mondiale e quando Diana si trasforma per la prima volta in Wonder Woman. Quello che invece funziona di meno è il così detto scontro finale e qui siamo a livelli di un qualsiasi videogioco di botte, con il cattivo che è una sorta di Magneto (X-Men), mischiato ad almeno altri tre cattivi già visti in altri film e questo ci fa capire che i combattimenti tra super eroi no sono una cosa per tutti i registi, anche perché quando i due semi-dei, che potrebbero distruggere tutto con i loro super poteri, si riducono a lanciarsi cassette di frutta di legno, a me viene da urlarvi di andare a casa a vergognarvi in un angolo.
Delude un pochino anche la sceneggiatura, che si limita a raccontare i fatti senza troppo pathos ed è totalmente assente quel senso di dramma visto nei vari Batman di Nolan, ma in linea di massima quello di Wonder Woman è un buon film, con ampi margini di miglioramento questo è vero, ma che non delude e delinea un nuovo personaggio totalmente femminile, ingenuo al punto di non usare la sua fisicità come un'arma e senza un passato burrascosa che la costringe a lottare il crimine per rancore o odio.
Insomma, questa Wonder Woman è un vero eroe a tutto tondo, che con qualche accorgimento potrebbe entrare presto nei nostri cuori e se ve lo state chiedendo vi dico subito che no; non ci sono scene aggiuntive dopo i titoli di coda e appena si accendono le luci in sala potete anche andare a casa.
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2 commenti:

  1. Andrò stasera a vederlo in 3D.
    Molto carino il nuovo La mummia con Tom Cruise.
    Invece aspetterò in eterno la tua recensione di El Dorado di Shakira, uscito da poco.
    Lo so che non la farai, ma aspetterò.
    Grazie per le recensioni.

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  2. Oggi ho finalmente visto sia La Mummia sia WonderVacca... Mi dispiace ma le ho trovate una più cagatonica dell'altra... Sarà che ero abituato al suddetto telefilm con la Carter, ma questo remake dell'eroina DC mi sembra un videogioco stile God of War con una lunga introduzione. La topa che fa Diana è azzeccatissima, tosta, bona e simpatica. L'unica cosa che si salva è lei

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